La cura della carie: le tecniche che salvaguardano l’estetica e la biocompatibilità

La carie è una patologia contagiosa, nel senso che i batteri che causano la demineralizzazione dei tessuti dentali, prima dello smalto e poi della dentina, sono batteri che hanno colonizzato la vostra bocca e sono entrati a far parte degli innumerevoli microorganismi che fanno parte della vostra flora batterica.

L’eliminazione di tutti questi tessuti patologici e il compito principale del vostro odontoiatra, che vi aiuterà così da prima a curare la vostra bocca e in seguito a mantenerla in salute con le visite di controllo e con sedute di igiene professionali periodiche.

La cura della carie quindi rappresenta un grosso risparmio sia economico che di tessuto dentale sano, in quanto una volta che i batteri hanno creato la loro piccola nicchia all’interno del dente, continueranno a crescere demineralizzando ulteriormente il tessuto dentale, senza che voi vi accorgiate della loro presenza, fino a quando il “tetto” della cavità costituito da smalto crollerà, e allora vi accorgerete della carie toccando il dente con la lingua o inizieranno i primi sintomi della “pulpite”, l’infiammazione della parte vitale interna al dente: aumento della sensibilità al caldo e al freddo; indolenzimento sulla gengiva, legato ad un maggiore ristagno di residui alimentari tra le superfici dei denti non più lisce e levigate; dolore alla pressione sull’elemento coinvolto; fino ad arrivare al vero e proprio ascesso, che indica che l’infezione è arrivata a coinvolgere l’osso che sovrasta l’apice radicolare.

A questo punto, probabilmente, la situazione sarà ancora recuperabile, ma con una spesa economica e biologica maggiore di quanto non sarebbe stato possibile con un mirato intervento di cura preventiva.

Differenze tra amalgama e composito nella cura della carie dentale:

AMALGAMA:

L’amalgama, è una lega metallica costituita da vari metalli, tra cui il rame, l’argento ed il mercurio, in Italia, il suo utilizzo è ancora consentito, ma ad oggi sono molto pochi i dentisti che ne fanno ancora uso.

 Ha alcuni vantaggi, che ne rendono “comodo” l’utilizzo, al dentista che la adopera:

– Non richiede un protocollo molto laborioso per il suo inserimento all’interno della cavità creata dalla carie; non bisogna isolare completamente il tessuto dentale da sangue e saliva a differenza delle ricostruzioni in composito.

– Tutti i batteri che si trovano schiacciati o si insinuano tra il dente e l’otturazione non hanno vita facile, essendo il mercurio tossico anche per loro.

– È molto dura e resistente.

– È più economica.

Presenta però anche molti svantaggi:

– Innanzi tutto il mercurio con cui è fatta: è tossico, e viene rilasciato all’interno del nostro organismo, durante l’abrasione fisiologica dei denti e delle otturazioni fatte con questo materiale.

– Il mercurio ha un’alta affinità con l’emoglobina, la molecola che trasporta l’ossigeno all’interno del  nostro organismo, che così viene inquinata,  riducendo la quantità di ossigeno che i nostri tessuti potrebbero regolarmente ricevere.

– Spesso al di sotto delle otturazioni in amalgama viene inserito un “sottofondo” per proteggere la parte vitale più sensibile e delicata del dente. Questo sottofondo non è resistente come l’amalgama e con il tempo i fluidi che passano tra otturazione e dente lo sciolgono, creando uno spazio vuoto talmente grande per i batteri, che questi risentono alla tossicità del mercurio, e così possono ricominciare la loro azione demineralizzante sul tessuto dentale, arrivando alla parte vitale del dente, “uccidendolo”. Inoltre, l’amalgama, una volta che ha perso il suo appoggio, (il sottofondo) può essere spinta in basso dai carichi masticatori, e con un effetto di cuneo può arrivare a spaccare il dente.

– Più metalli (otturazioni) in bocca, all’interno di una soluzione salina (la saliva), creano un effetto pila, e quindi gli elettroni dei metalli con cui sono fatte le otturazioni si muovono da una otturazione all’altra, aumentando il rilascio di mercurio.

Le otturazioni in amalgama, come già spiegato, non sono attaccate chimicamente al dente, ma incastrate grazie a sotto squadri opportunamente creati dall’operatore che ha eseguito la ricostruzione. Ne consegue che, esiste un zona“protetta per i batteri all’interno di questi spazi,  dove possono  svilupparsi in colonie che normalmente non vivrebbero in una bocca integra. Queste nuove colonie possono generare malattie sistemiche di vario genere e compromettere la freschezza del proprio alito, sprigionando composti sulfurei responsabili del cattivo odore.

– Con il tempo le otturazioni in amalgama scuriscono il dente: gli ossidi e gli atomi di metallo, si insinuano all’interno dei tubuli dentinali, compromettendo il colore naturale del dente, anche quando verrà rimossa la vecchia otturazione in amalgama. Conviene quindi intervenire prima che queste discromie si insinuino all’interno del dente in maniera definitiva.

COMPOSITO:

 Il composito, è una resina biocompatibile che viene indurita tramite l’applicazione di raggi ultravioletti, una volta applicata all’interno della cavità in forma plastica, viene indurita con l’utilizzo della apposita lampada ad ultravioletti, questa operazione però comporta una certa contrazione del materiale inserito, e sta al dentista esperto considerare le caratteristiche meccaniche di questo materiale per contrastarne i problemi che questa contrazione comporterebbe se non si utilizzassero adeguati accorgimenti e adeguati materiali.

Un’ altra caratteristica molto importante di questi materiali, è la loro incompatibilità con la saliva e i fluidi orali, compresa l’umidità del respiro del paziente, questo obbliga il dentista esperto e coscienzioso all’utilizzo di particolari accorgimenti e strumenti atti ad isolare completamente il dente che dovrà essere ricostruito in composito, abbandonando le vecchie procedure operative che venivano utilizzate una volta con le otturazioni in amalgama.

Le ricostruzioni dirette in composito vengono eseguite in un unica seduta di 30 minuti circa.

L’intarsio, ricostruzione indiretta, può essere eseguito sempre con lo stesso materiale, il composito, richiede però, almeno due sedute: una per preparare il dente ripulendolo dal tessuto cariato e prendere una impronta, che verrà inviata al laboratorio odontotecnico,  il quale  ricostruirà il pezzo di dente mancante, ed un altra seduta per fissare “ l’intarsio ” sul dente da riabilitare.

Viene utilizzata questa tecnica per eseguire quelle grosse ricostruzioni delle corone dentali che hanno bisogno di mantenere un punto di contatto serrato con i denti contigui, cosa che risulterebbe più difficile e meno prevedibile con le ricostruzioni dirette, a causa della loro contrazione durante la fase di indurimento con la luce ultravioletta.

Nel nostro centro le carie vengono curate con le ricostruzioni in composito, restauri diretti e, con gli intarsi, restauri indiretti.